7 Giorni in macchina: Cornovaglia, La Terra Mitica
Sette giorni in Cornovaglia
La Cornovaglia emana un irresistibile senso di mistero. Man mano che si procede verso l'Ovest, le strade diventano sempre piu' strette, tantoche da far passare a malapena due auto affiancate, fra due alte barriere di siepi verdi che impediscono la visuale in curva.
Questa terra, ha un passato ricco di storia, di ricorrenti naufragi di navi e di leggende, un suggestivo e maestoso paesaggio dall’alto di scogliere alte 70 metri e più. E' una regione di una burrascosa bellezza naturale. Mostra scogliere selvagge a picco su un mare spesso in tempesta, graziosi villaggi di pescatori e contrabbandieri, piacevoli campagne costellate di nobili dimore, e miniere, dove si lavorava duramente in condizioni spesso disumane, e dove la vita dei minatori era sovente legata a un filo. La Cornovaglia è anche, secondo la leggenda, la terra del re Artù, e molti, in questa regione, sono i luoghi legati alla sua vita e alle sue imprese.
St. Ives e' una delle piu' belle cittadine della Cornovaglia. Viuzze strette e colorate dai tanti vasi di fiori, un museo e negozi di souvenirs. Si trova nella costa settentrionale della Cornovaglia, affacciata sull'oceano, luogo incantevole in cui mare, terra e aria si incontrano, con risultati davvero epici. St. Just è tra le più affascinanti della Cornovaglia: da una parte si costeggia il mare, dall'altra si vedono le verdi brughiere dove ogni tanto compaiono i resti di miniere abbandonate. St Just, con il suo piccolo cimitero seicentesco di gotica memoria con statue avvolte da licheni e steli celtiche e accanto una piccola pozza asciutta che all’improvviso verso sera viene invasa dall’acqua di marea che cresce a vista d’occhio. Luogo con simboli medievali, che traspirano di leggende nobili ed antiche, che parlano di amori e guerrieri.
Tempo libero per visite private
Bude è considerata anche uno dei paradisi del surf, sfida e simbiosi fra uomo e la natura.
A fatica ci si allontana da lì, ma una volta usciti, le emozioni non sono finite.
Tintagel, luogo di leggende, ma anche recenti ritrovamenti archeologici, ci sono le rovine del castello considerato il luogo di nascita del mitico Re Artù. Avvolte da un'atmosfera romantica, e circondate da un suggestivo sfondo di scogliere erbose che degradano fino all'oceano, formando grotte e piccole insenature. Dalle rovine del castello, una ripida scala conduce alla sottostante cava di Merlino. Dalla grotta del Mago Merlino, (se c'è bassa marea), si può raggiungere la spiaggia rocciosa dal lato opposto ed ammirare la piccola, ma spettacolare cascata, che scende a precipizio dalle scogliere. Sempre a Tintagel, visitando la King's Arthur Hall, se si arriva nel periodo di apertura, si può vedere la ricostruzione della Tavola Rotonda e del trono di Artù, ed assistere ad una suggestiva rappresentazione degli episodi salienti della sua vita, proiettati su vetrate colorate. Tintagel e' un paese di soli 1200 abitanti. Il re Artù fu' il frutto del peccato di Uther Pendragon che, aiutato dalla magia di Merlino, assunse le sembianze del duca di Cornovaglia e lo concepì insieme alla bella Igraine, moglie del duca. La strada e' sterrata e si puo' solo raggiungere le rovine del castello dopo una faticosa, ma gratificante camminata immersi nel verde. A volte, una jeep effettua un servizio navetta. Nel periodo estivo il castello è aperto dalle 10 alle 18 a pagamento. Poco è rimasto di questo castello che ai tempi doveva essere davvero inespugnabile in quanto la parte principale poggia su un promontorio al quale ci si arriva attraverso un ponte di legno che unisce appunto il castello a quello che una volta doveva essere il villaggio. Il posto è molto suggestivo e le rovine sono a strapiombo sul mare. La vista da lassù è ovviamente spettacolare. Nel pomeriggio per effetto della marea, è anche possibile raggiungere la grotta di Merlino che si trova sulla spiaggia sotto le mura. Tornati in paese, si puo' visitare l'Old Post Office risalente al 14esimo secolo e considerato l'ufficio postale più antico e ancora funzionante" in Inghilterra. Bolventor, qua si incontra la Jamaica Inn, nota per l'omonimo romanzo di Daphne Du Maurier, qui ambientato. Si direbbe che tutti coloro che attraversano i Bodmin Moor (pochi, per la verità), si fermino qui, perchè si incontrano più auto e più persone durante una breve sosta in questa locanda, che durante tutto tempo di percorrenza dei Bodmin Moor. Dalla Jamaica Inn, con una piacevole passeggiata a piedi, è possibile raggiungere il Dozmary Pool, un solitario specchio d'acqua molto profondo e dall'aspetto molto inquietante, dove la leggenda dice che la Dama del Lago custodirebbe la celeberrima spada Excalibur dopo che Sir Bedivere, su richiesta di Artù morente, ve la portò e che viene identificato anche come il luogo in cui Artù ricevette Excalibur; ma anche come il lago ed il luogo in cui la spada fu gettata, alla morte del re, e dove una mano spettrale, uscita dall'acqua, la afferrò e la trascinò sul fondo. Il paesaggio e' pieno di brughiere e di pascoli.
Penwith, e' una penisola situata a sud. Protrude verso l'Atlantico, e rappresenta il cuore della Cornovaglia, la sua parte più autentica.
Penzance, graziosa località turistica con un bel lungomare e un'ampia spiaggia sabbiosa dove, grazie al clima mite, crescono le palme e ci sono giardini bellissimi. Men An Tol, una serie di tre pietre megalitiche uniche nel loro genere. Sono in fila, quelle di estremità giacciono in piedi mentre quella centrale è a forma di ciambella con un ampio buco al centro che guarda le altre due... Sembra che servissero per riti sacri, forse cerimonie per la guarigione.
Marazion, si trova nei pressi di Penzance ed e' qua' dove si puo' visitare St. Michael's Mount, il fratello minore del più famoso Mont S. Michel in Normandia, Francia. Costruito dagli stessi monaci è diventato in seguito una fortezza. Anche qui la visita si effetua in base alle maree.
St. Michael's Mount. Durante l'alta marea, St. Michael's Mount viene separato dalla costa e appare come un isolotto, dove alla sommità si erge il monastero, circondato da una folta vegetazione; all'interno della fortezza si trova un museo dedicato alla storia del luogo. Se c'è bassa marea, la località può essere raggiunta a piedi, con una passeggiata di circa mezz'ora, percorrendo un'antica strada lastricata. Leggere attentamente gli orari delle maree, esposti all'inizio del sentiero, per non rischiare di trovarsi con l'acqua alle calcagna, durante il ritorno. Esiste servizio di barca in caso di alta marea.
Lizard Point, la punta più a sud di tutta l'Inghilterra variegata penisola di Lizard, fatta di boschi, colline ma anche di freddi paesaggi marini, dal sapore evocativo ma molto diversi da quelli del mediterraneo.
Roseland ha una graziosa chiesetta anglicana nel bosco. con il suo piccolo cimitero seicentesco di gotica memoria con statue avvolte da licheni e steli celtiche e accanto una piccola pozza asciutta che all’improvviso verso sera viene invasa dall’acqua di marea.
E’ dapprima divertente, poi un po’ meno, vedere i rivoli d’acqua avvicinarsi a voi, correndo come mercurio che cerca la sua strada, poi diventare pozza poi crescere a vista d’occhio. Tutti questi sono luoghi che riportano a simboli di medievale memoria, che traspirano di leggende nobili ed antiche, che parlano di amori e guerrieri.
Mullion's Cove, un paese piccolissimo con un porticciolo da cui partono numerosi sentieri ideali per esplorare la zona.
Mousehole, un caratteristico paesino di pescatori con case bianche che scendono verso
il porto. All' estremo sud della Cornovaglia, caratterizzato da scogliere alte e selvagge, si incontrano, a pochissima distanza l'uno dall'altro, due promontori rocciosi che si protendono sull'oceano, e fanno a gara in bellezza:
Cape Cornwall A piedi, si arriva al promontorio da cui ammirare lo sconfinato oceano. Il panorama ha vista spettacolare della costa e anche un centro di osservazione di uccelli vista la grande presenza di diverse specie ed in stagione le foche. E' dominato da un'alta ciminiera sulla cima di una collina, sulla quale e' possibile salire per ammirare, dall'alto, l'immensita' dell'oceano ed il ribollire delle onde che si infrangono spumeggiando contro quelle rive tormenatte.
Land's End, luogo incantevole e magico, tradotto letteralmente "fine della terra", ossia il punto più a ovest dell'Inghilterra, e' un' affascinante e mistico luogo. Land’s End è considerato punto di riferimento per i seguaci più o meno paranoici dell’astrologia, degli eclissi parziali o totali e durante queste occasioni attira folle di cultori che si radunarono per cercare un contatto soprannaturale con l’Universo. E’ un ampio promontorio roccioso dal carattere aspro, a strapiombo su un mare livido e perennemente agitato. Grossi scogli neri e dalla forma irregolare sono sparsi al largo del dirupo quasi a sottintendere che qui la terra si disgrega, si frammenta di fronte alla forza quasi cattiva di un mare incessantemente aggressivo. Ha il fascino di riuscire a trasmettere tutto il senso del confine, del limite di un mondo. A volte soleggiato, a volte con un panorama duro di nubi minacciose con varie tonalita' di grigio e forti venti. Luogo di contemplazione., frequentato da folle di cultori ed appassionati di New Age, dai nuovi maghi alla ricerca di piste di atterraggio per UFO, di punti di congiunzione magneto-astrali, di studiosi di pseudo-forze arcane e magiche, da cultori di leggende celtiche. Qui la natura, il vento, e i gabbiani fanno da padroni. Non resta che sgombrare la mente da ogni pensiero e attivare al massimo i sensi, lasciandosi andare alle molteplici sollecitazioni visive, uditive e olfattive, che questo luogo sa trasmetterci. Si può camminare a lungo, su quelle colline erbose, il cui verde acceso contrasta col blu dell'oceano, lasciandosi semplicemente trasportare dal vento.
Qui si respira l'infinito. Rappresenta l'estrema punta occidentale dell'Inghilterra ed era considerata, nell'antichità, l'ultimo lembo di terra. La costa, spettacolare e frastagliata, ricca di promontori e di piccoli scogli disseminati in mezzo all'oceano, su uno dei quali si erge il suggestivo faro di Longships. A Land's End, un pò tutte le attività vengono definite come "first and last" cioe' primo e ultimo: i cottages, i pub, le locande, gli alberghi, a conferma dell'innegabile abilità degli inglesi nel suggestionare il turista con piccole trovate che, se a distanza possono sembrare insignificanti, quando sei là, soggiogati dal fascino del luogo, diventano importanti. Estremo punto di ristoro e di accoglienza, da dove peraltro si ammira un panorama stupendo, che, spazia fino alle isole Scilly, arcipelago a 28 miglia dalla costa e quasi sempre visibile da Land's End. Costituito da più di 100 isolette (ma solo 5 sono abitate) raggiungibili da Penzance.
Newquay: visitare l'Eden Project (le serre più grandi del mondo)
Polperro, paesino di pescatori e scogliere.
Truro, l'unica citta' della Cornovaglia con la sua cattedrale neo-gotica.
Lasciare la Cornovaglia equivale, al risveglio da un bellissimo sogno; e tutto quello che viene dopo, suscita tristezza perche' ci si ricongiunge con la realta' e la fine dell turbinio di emozioni che la terra di Artù aveva generosamente elargito.
Wells: graziosa cittadina situata in Somerset, ha un grazioso castello e cattedrale.
Calma gli spiriti.
Glastonbury, ( in Somerset), un bizzarro miscuglio cosmopolita di pagani, cristiani e atei che, mentre sono alla ricerca della soluzione del misticismo emotivo, contribuiscono all'espandersi dell'economia locale acquistando campane di cristallo terapeutiche, risonanze magnetiche, ultrasonore, musica enigmatica con proprieta' naturopata e magia per curare sintomi, affanni, ansie ed angoscie. Qui' è possibile ammirare le rovine dell'antica abbazia, la cui tormentata vicenda riflette la tormentata storia del cristianesimo in Inghilterra. Si mescola alle leggende di Artù e di Ginevra, a quelle del Sacro Graal, il calice che si dice utilizzato da Cristo, durante l'ultima cena .
Si narra che Glastonsbury fosse originalmente un'isola, o una penisola, in un vasto lago chiamato Avalon; e che nel 30 d.c., San Giuseppe di Arimatea, avesse portato a Glastonbury il Sacro Graal, e l'avesse seppellito nel Chalice Well, un antico pozzo le cui acque sorgive, contenendo ossido di ferro, hanno una colorazione rossastra.
Si favoleggia che il Graal avesse poteri miracolosi, per questo motivo, dopo la sua scomparsa, i cavalieri della Tavola Rotonda, lo cercarono invano.
Si racconta inoltre che re Artù, ferito a morte dal figlio Mordred nella battaglia di Camlann, fu sepolto insieme alla moglie Ginevra nel cimitero dell'Abbazia, in un luogo che oggi è indicato da una lapide. Di qui le sue ossa (o meglio, quelle che la leggenda vuole siano le sue ossa) furono dissotterrate nel 1278 dai monaci e risotterrate in una tomba di marmo nera, posta davanti all'altare maggiore. Le leggende di Glastonbury poggiano su fatti assai vaghi, ma hanno permeato la zona di un'aura di mistero, complice una natura dal fascino un pò cupo e arcano, che sembra fatta apposta per evocare storie di cavalieri, di maghi, di fate, di sanguinose battaglie, e di grandi passioni.
TOR: collina che viene identificata con la mitica Avalon, l’isola leggendaria, ora in secca, dove, secondo le credenze celtiche, approdavano le barche per condurre le anime dei morti nel paradiso, posto idealmente nelle terre d’oltremare ad occidente.
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